Concerto di Gala: Video
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I video del Concerto di Gala a Bergamo

Per chi se lo è perso o per chi se lo vuole riascoltare, è ora online il concerto di Gala organizzato da ABBM Associazione Bergamasca Bande Musicali in occasione della Giornata Nazionale per le Vittime del COVID 😊

In questo articolo ripercorreremo tutto il concerto brano per brano.

“Qui penso nella luce,
Luna ad oriente
Notte fonda
Lux et memoriae”

Kaddish

1977 – aut. W. Francis McBeth (USA 1933–2012)

Il brano che vi presentiamo è Kaddish, scritto nel 1947 da W. Francis McBeth, un compositore e direttore d'orchestra americano che ha dato un contributo significativo alla letteratura musicale per banda.

Kaddish si ispira all'antica preghiera ebraica che, contrariamente a quanto si pensa, non è una lamentazione funebre, ma un inno di glorificazione e lode a Dio.

Musicalmente, Kaddish esplora un linguaggio emotivo profondo: si apre con un tema solenne che richiama l'intimità della preghiera, per poi svilupparsi in sezioni più drammatiche, dove dissonanze e armonie complesse rappresentano il tumulto dell'anima in cerca di pace.

È una composizione che celebra la forza spirituale e la resilienza umana.

Fate of the Gods

2001 – aut. Steven Reineke (USA 1970)

Il brano che stiamo per esplorare, "Fate of the Gods", è un'odissea sonora che ci trasporta in mondi mitici e avventure leggendarie, ispirate alla storia della mitologia norrena del Ragnarök.

Conducendo l'orchestra attraverso paesaggi sonori vasti e emozionanti, Reineke ci invita a contemplare il destino degli dèi stessi.

"Fate of the Gods" è un'opera maestosa, che descrive una grande lotta tra il bene e il male, la quale porterà alla distruzione di tutte le cose e all'emergere di un mondo nuovo e idilliaco.

Unisce la maestosità dell'orchestra a una narrazione musicale coinvolgente, con l'abile combinazione di tempi incalzanti e melodie suggestive, svelando la grandezza ed il dramma delle divinità mitologiche.

Dusk

2021 – aut. Steven Bryant (USA 1972)

Questa composizione, commissionata nel 2004, cattura magistralmente la calma riflessiva del crepuscolo, illuminato paradossalmente dalle tonalità infuocate del tramonto.

L'autore con questo brano vuole esprimere il fascino della duplice natura di questa esperienza, "come se fossimo testimoni di un evento di proporzioni epiche che si svolge silenziosamente al rallentatore".

Le note di Bryant, semplici e corali, dipingono un ritratto sonoro della serenità che avvolge il mondo quando il sole si ritira e la notte prende il sopravvento.

Ora, immergiamoci in questa rappresentazione sonora del crepuscolo con Dusk di Steven Bryant, esplorando insieme la profondità e la poesia di questo momento fugace ma eternamente suggestivo.

Hypnotic Memories

2017 – aut. Rossano Galante (USA 1967)

L'opera, composta originariamente per un complesso di 15 musicisti, rappresenta una sfida musicale e compositiva, in quanto il numero ristretto di elementi richiede un maggiore impegno per riuscire produrre una composizione di qualità e un equilibrio naturale degli strumenti.

Galante, però, non sacrifica il suo vocabolario melodico e armonico, unendo così più generi a formare uno stile minimale, con linee melodiche memorabili che si dispiegano pacificamente su degli schemi musicali ostinati formando una lenta costruzione melodica, che crescerà e raggiungerà la completezza sul finale del brano.

In Heaven's Air

2016 – aut. Samuel R. Hazo (USA 1966)

Rober Cameron, direttore bandistico presso la Duquesne University di Pittsburgh, ha commissionato nel 2002 a Samuel Hazo "In Heaven's Air" dopo aver assistito alla scomparsa di sua madre.

Poiché la morte è stata accidentale e del tutto inaspettata, non c'è mai stato un vero sentimento di accettazione o di chiusura. Questo brano esprime il dolore di lasciare andare una persona cara dalle tue mani nelle mani di Dio.

La prima sezione del brano introduce il tema dell'amore terreno, il quale lascerà posto successivamente ad un momento di transizione verso il celeste, per raggiungere il massimo della tensione musicale con l'arrivo dell'anima al paradiso.

Questo lavoro è stato descritto come "un'affermazione dello spirito umano, un pezzo affascinante ed espressivo che offre momenti di vera forza".

Lux Aurumque

2000 – aut. Eric Whitacre (USA 1970)

Nata dal desiderio di esplorare la fusione tra suono e luce, con il titolo stesso che significa "luce d'oro" in latino, ci invita a immergerci in un'atmosfera di splendore e serenità.

Whitacre ha composto questa opera per coro a cappella, attraverso armonie sottili e sfumature melodiche, creando un tessuto sonoro che rispecchia la delicatezza della luce che filtra attraverso l'oro.

Whitacre ha dichiarato che la sua ispirazione è venuta dall'immagine di un angelo dorato che cantava al neonato Gesù, e questa visione si riflette nella purezza e nell'incanto della composizione.

"Lux Aurumque" diventa così un viaggio spirituale attraverso il suono, una preghiera senza parole che ci invita a riflettere sulla bellezza e la trasformazione che la luce può portare nelle nostre vite.

Terra Pacem

2013 – aut. Mario Bürki (Svizzera 1977)

Pace sulla Terra, descrive il desiderio dell'umanità di raggiungere una pace olistica tra tutti i popoli di questa terra.

L'inizio dell'opera simboleggia il battito cardiaco della terra. La struttura musicale è costruita attorno a due temi principali: uno lirico, che rappresenta la quiete e la serenità, e uno più ritmico, che richiama il movimento e il progresso.

Il brano culmina nel grandioso corale che nella sua semplicità rappresenta l'assoluzione necessaria in un contesto religioso per raggiungere la pace interiore.

Oltre a questo pio desiderio di pace, tuttavia, il fatto delle spaccature tra l'umanità, regna ancora. Parti veloci e ritmicamente concise descrivono l'aggressività e la rabbia.

L'opera si conclude con un voluminoso accordo maggiore, che viene completato da un battito cardiaco finale, come simbolo dell'eterna spirale tra pace e guerra che prevale sulla nostra terra da migliaia di anni.

Rinascerò Rinascerai

2020 – aut. Roby Facchinetti (Italia 1944) e Stefano D’Orazio (Italia 1948–2020)
Arrangiamento per banda: Johan De Meij (Paesi Bassi 1953)

“Rinascerò, rinascerai” è un singolo dell’artista italiano (e bergamasco) Roby Facchinetti. Scritta durante la pandemia di Covid-19 del 2020, è stata ufficialmente pubblicata l’8 aprile dello stesso anno.

Si tratta di un vero e proprio inno alla forza e di omaggio che Roby Facchinetti ha voluto tributare alla resistenza degli italiani e, più in particolare, degli abitanti di Bergamo (la sua città natale, tra le città più colpite) contro l’emergenza medica rappresentata dal virus.

La musica è stata scritta da Facchinetti, mentre il testo è di Stefano D’Orazio, entrambi componenti della storica band dei “Pooh”. Tutti i diritti, compresi quelli di questa trascrizione, sono interamente devoluti all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

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